Screening dell’osteoporosi

poster_densitometriaGran parte della popolazione adulta e anziana è affetta dal rischio di fratture a causa di numerosi fattori, quali l’invecchiamento, le alterazioni dell’assetto ormonale, la malnutrizione e lo stile di vita sedentario.

L’osteoporosi si manifesta con sempre maggiore evidenza nel corso degli anni con una perdita di massa ossea, che nelle donne avviene in maniera rilevante soprattutto nei primi anni dopo la menopausa. La diagnosi precoce è perciò una condizione essenziale.

Cos’è l’ultrasonometria ossea?

È una tecnica diagnostica, sostenuta da un’ampia documentazione scientifica, basata sulla trasmissione di onde ad alta frequenza attraverso l’osso, che permette di stabilire la predisposizione del paziente al rischio di frattura osteoporotica, al pari della tecnica MOC tradizionale (Mineralometria Ossea Computerizzata a raggi X).

E’ un sistema non invasivo, privo di radiazioni, di rapida esecuzione, che si effettua a livello del calcagno. Il risultato clinico, noto come Indice di Stiffness, rappresenta il rischio di frattura osteoporotica, che sarà utile al medico per valutare la terapia adeguata.

Per chi è consigliabile l’ultrasonometria ossea?

  • uomini con più di 65 anni
  • donne in menopausa
  • persone con casi di familiarità per osteoporosi
  • persone con sintomi quali: incurvatura della colonna vertebrale, forte diminuzione di statura, fratture conseguenti a lievi incidenti
  • persone sottoposte a prolungati trattamenti con farmaci osteopenizzanti (cortisonici, anti-epilettici, immunosoppressori)
  • malattie che favoriscono la demineralizzazione ossea (ipercortisolismo, ipertiroidismo, insufficienza renale, iperparatiroidismo)

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(tratto da: www.alphega-farmacia.it)